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Polizia unica, meno sicurezza

Scritto da Alain Scherrer, municipale di Locarno on .

Alan Scherrer«Non si tratta di paura di perdere centri di potere. La sicurezza del cittadino va sempre anteposta a tutto. Il timore è un altro, ovvero quello che la polizia unica porti a una perdita della capillarità del nostro territorio e un conseguente indebolimento della sicurezza dei nostri cittadini». È con pacatezza ma anche con fermezza che il municipale Alain Scherrer, capo del Dicastero sicurezza e cultura, lunedì sera in Consiglio comunale si è espresso negativamente in merito alla possibilità di istituire una polizia unica in Ticino. Com’è noto, la Commissione della legislazione del Gran Consiglio si è in pratica divisa a metà sulla mozione Galusero e ha sottoscritto due distinti rapporti. Scherrer, intervenuto nell’ambito del dibattito sull’approvazione delle convenzioni di polizia con i Comuni della Vallemaggia, dell’Onsernone e di Mergoscia, ha espresso una posizione critica, alla luce anche di quanto discusso in una riunione con i capi dei Dicasteri di sicurezza del Cantone. Ha sottolineato che, mentre vengono effettuati cospicui investimenti per l’implementazione delle Polizie comunali, con l’adeguamento degli effettivi, «proprio parte di coloro che avevano votato in Gc a favore della LCpol, sostengono la creazione di una polizia unica, non solo contraddicendosi sui principi, ma apportando una visione che è in antitesi a quella attualmente in fase di realizzazione».

Polizia unica, un si fuorviante

Scritto da Andrea Manna - giornalista on .

Andrea MannaDelle due proposte approdate di recente ai banchi del Gran Consiglio sul tormentone polizia unica, quella di Claudio Franscella ci sembra oggi, a essere pragmatici, la più ragionevole. O se si vuole, la sola praticabile. Mettiamo in atto per il prossimo 1° settembre le otto regioni di polizia comunale e “nei due anni successivi” il governo valuti il funzionamento della nuova organizzazione: a quel punto vedremo, sulla scorta di elementi concreti derivanti dall’esperienza, se sia il caso o no di istituire in Ticino un unico corpo di polizia. Questa la ‘road map’ che il deputato popolare democratico sottopone all’approvazione del parlamento. In commissione però la maggioranza – risicatissima: una firma in più – ha sottoscritto il rapporto del leghista Angelo Paparelli, che sollecita il sì del plenum alla polizia unica e dunque all’avvio, da subito, dello studio per realizzarla.

Paparelli scrive fra l’altro che “la creazione di un corpo di polizia unico è compatibile con l’implementazione della LcPol”, la Legge sulla collaborazione tra la Cantonale e le polcomunali – quella che prevede appunto le otto regioni con altrettanti Comuni polo – accettata nel marzo del 2011 dal Gran Consiglio, con oltre cinquanta voti favorevoli, e in vigore dal settembre di tre anni fa. Compatibile? In astratto. Pensiamoci bene.

Alzheimer Café, incontri con gli agenti di polizia

Scritto da Rossana Camponovo Canetti on .

Fornite utili informazioni su come trattare le persone affette dalla malattia

L’immaginario collettivo li raffigura spesso mentre multano qualche automobilista indisciplinato o alle prese con l’arresto dell’autore di qualche reato. Ma i compiti di un agente di polizia sono decisamente più ampi e variegati e necessitano spesso di nozioni che non tutti consideriamo. Ambiti talvolta legati a fenomeni sociali molto delicati. È anche partendo da tale considerazione che hanno preso vita i recenti incontri fra la Polizia comunale di Locarno e le volontarie Manuela Urban, Igea Vetterli e Rosanna Camponovo dell’associazione Alzheimer Café Ticino, gruppo di Locarno. Si è trattato di agenti di quartiere, assistenti di polizia, capigruppo operativi, radunati in gruppi di 10/12 persone alla volta, invitati a partecipare agli incontri dall’aiutante Giovanni Sabetti della sezione territoriale. Nella sala al 4° piano del Centro di pronto intervento in via alla Morettina 9 a Locarno, si sono svolte tre riunioni, il cui obiettivo era quello di fornire alcune informazioni utili su come affrontare la persona con demenza; insomma, per saperne qualcosina in più. Diverse sono le alterazioni che si manifestano progressivamente con l’avanzare della malattia. Quando una persona affetta da demenza è in stato confusionale e sparisce, non è raro che si chiami la polizia. Come atteggiarsi con le persone colpite da demenza?

Relazione presidenziale - Assemblea APCTi 2015

Scritto da Dimitri Bossalini, Presidente APCTi on .

Dimitri BossaliniImplementazione LCpol nelle Regioni

 Nonostante le difficoltà causate dal MG e la Mozione, si è a buon punto con la firma delle convenzioni. Dal 1° settembre 2015 proseguirà l’implementazione delle deleghe per l’espletamento dei nostri compiti. Come avrete potuto leggere sui quotidiani le polizie comunali, così come la polizia cantonale, hanno già iniziato ad adeguare gli effettivi iscrivendo sistematicamente degli agenti alle SCP che hanno ora un ritmo annuale. Diversi Municipi hanno poi intrapreso l’iter burocratico per l’adeguamento delle sedi dei corpi strutturati. 

E’ doveroso addentrarsi nei meandri di decisioni contraddittorie che hanno reso ancor più arduo il cammino verso la realizzazione di un progetto voluto e sentito dalle polizie locali e dai Municipi che le rappresentano istituzionalmente. I segnali che percepisco dal mondo politico sono positivi, anche se all’orizzonte c’è sempre chi si prodiga nel tentativo di pregiudicare questa riforma.

Ciò che stride maggiormente nel MG e nella mozione sono i modi e i tempi. La polizia cantonale si avvia ad una nuova riforma strutturale e tattica e noi, a nostra volta, stiamo implementando la regionalizzazione delle polizie comunali. Uno studio su un’ipotetica polizia unificata va valutato, semmai, quando i lavori di riforma delle due strutture saranno realizzati, poiché si potrà contare su una situazione stabile e chiara, con ruoli e competenze definiti. E’ solo in questo momento, sempre se sarà necessario, che si potranno valutare delle varianti. Farlo ora, e qui lancio un appello al senso di responsabilità dei futuri membri del legislativo cantonale, sarebbe prematuro e irragionevole, poiché ogni variante proposta verrebbe sistematicamente superata dai tempi.
Al riguardo abbiamo appreso che il rapporto del relatore Claudio Franscella, che chiede sostanzialmente al GC di respingere il MG, è pronto ed è stato da qualche tempo sottoposto alla Commissione della Legislazione. L’altro relatore, Angelo Paparelli, non ha dal canto suo stilato alcun rapporto che avrebbe, in questo caso, dovuto sostenere e quindi proporre all’attenzione del Legislativo l’accettazione del MG.